Se è la prima volta che si decide di adottare un gatto è necessario essere consapevoli che:

1)  Un micio non è un giocattolo (non si può prenderlo solo per assecondare i desideri  del bambino, ma perché si vuole responsabilmente che nella nostra vita entri un’altra creatura che ne farà parte (se siamo fortunati anche per vent’anni).

2)   Che il gatto come i bambini ha le fasi di crescita, anche se molto veloci, e pertanto farà capricci e dispetti come i bimbi piccoli e, comunque lui resterà sempre piccolo, graffierà, forse, i mobili e i divani, quindi bisogna dotarlo di tutto ciò che lo può distrarre da questa operazione;

3)   Che il felino come l’umano è soggetto a malattie (anche gravi, dalle infezioni ai tumori), nevrosi e depressioni; che quando  non si sterilizzano orinano dappertutto nelle fasi di calore (per giunta miagolando a non finire).

4)    Che il gatto ha comunque e sempre la propria personalità, da quello cheto e coccolone a quello vivace e dispettoso, soprattutto  non si può pretendere da lui lo stesso comportamento del cane: non lo è ("per fortuna!" dicono gli amanti dei gatti)

Chi decide di adottare un gatto, insomma,  accetta un rapporto affettivo che può essere anche intenso ma anche i disagi che potranno verificarsi: qualora si presentino non lo porteranno a  buttarlo via come un giocattolo che non  diverte più. Si tratta quindi di RESPONSABILITA'.  Chi ha esperienza coi gatti sa che i disagi  incontrati sono stati altamente ripagati sul piano dell'affetto ricevuto. Tutto questo se sappiamo stare alle sue esigenze, ai suoi tempi, alle sue modalità, sempre diverse da gatto a gatto, come detto: un gatto non è un cane...

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